Stati pontifici (8 risultati)

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    Roma, Menicanti, 1846. In-8° (22 x 14), pp. (2)+97. Brossura edit. stampata. (12703) Il Galli, premesso un cenno storico sull'uso "di questo agente" (il vapore) fattone da G. Branca, Salomon de Caus, Papin, Fulton, Trevithik etc., passa ad esaminare analiticamente una serie di questioni rettoriche, ovvero "se l'applicazione del vapore possa chiamarsi invenzione"; "quali siano i vantaggi e i danni che si temono dalla sua applicazione ai trasporti terrestri" (incremento del pauperismo, danno ai commerci, compromissione della sicurezza degli Stati, compromissione della quiete pubblica, facilitazione dei contrabbando e dell'introduzione dei generi esteri etc.); "se un ritrovato generalmente adottato possa essere da alcuni rigettato"; "se convenga adottarlo per gli Stati Pontifici" per i bisogni dei commerci e come collegamento fra i due mari, unendo con una ferrovia Ancona con Civitavecchia, sull'es. della austriaca Ferdinandea e della Napoli-Barletta decretata dai Borboni. Passa poi ad esaminare i modi più vantaggiosi di utilizzo delle strade ferrate (ordinamento delle linee, modalità della spesa, della gestione, della manutenzione, dei mezzi e condizioni per finanziarle). Conclude infine con una lode a Pio IX che, diversamente da Gregorio XVI (morto nel 1846), notoriamente contrario all'introduzione delle strade ferrate nei suoi stati, appena elevato alla suprema dignità", si occupò subito della grande impresa deputando una apposita commissione che si occupasse della materia onde "il suo Stato possa godere del nuovo ritrovato nel modo che meglio ne garantisca i maggiori e più durevoli vantaggi". …

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    Roma, Menicanti, 1846. In-8° (22 x 14), pp. (2)+97. Brossura edit. stampata. (12650) Il Galli, premesso un cenno storico sull'uso "di questo agente" (il vapore) fattone da G. Branca, Salomon de Caus, Papin, Fulton, Trevithik etc., passa ad esaminare analiticamente una serie di questioni rettoriche, ovvero "se l'applicazione del vapore possa chiamarsi invenzione"; "quali siano i vantaggi e i danni che si temono dalla sua applicazione ai trasporti terrestri" (incremento del pauperismo, danno ai commerci, compromissione della sicurezza degli Stati, compromissione della quiete pubblica, facilitazione dei contrabbando e dell'introduzione dei generi esteri etc.); "se un ritrovato generalmente adottato possa essere da alcuni rigettato"; "se convenga adottarlo per gli Stati Pontifici" per i bisogni dei commerci e come collegamento fra i due mari, unendo con una ferrovia Ancona con Civitavecchia, sull'es. della austriaca Ferdinandea e della Napoli-Barletta decretata dai Borboni. Passa poi ad esaminare i modi più vantaggiosi di utilizzo delle strade ferrate (ordinamento delle linee, modalità della spesa, della gestione, della manutenzione, dei mezzi e condizioni per finanziarle). Conclude infine con una lode a Pio IX che, diversamente da Gregorio XVI (morto nel 1846), notoriamente contrario all'introduzione delle strade ferrate nei suoi stati, appena elevato alla suprema dignità", si occupò subito della grande impresa deputando una apposita commissione che si occupasse della materia onde "il suo Stato possa godere del nuovo ritrovato nel modo che meglio ne garantisca i maggiori e più durevoli vantaggi". …

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    Roma, Menicanti, 1846. In-8° (22 x 14), pp. (2)+97. Brossura muta. stampata. (12654) Il Galli, premesso un cenno storico sull'uso "di questo agente" (il vapore) fattone da G. Branca, Salomon de Caus, Papin, Fulton, Trevithik etc., passa ad esaminare analiticamente una serie di questioni rettoriche, ovvero "se l'applicazione del vapore possa chiamarsi invenzione"; "quali siano i vantaggi e i danni che si temono dalla sua applicazione ai trasporti terrestri" (incremento del pauperismo, danno ai commerci, compromissione della sicurezza degli Stati, compromissione della quiete pubblica, facilitazione dei contrabbando e dell'introduzione dei generi esteri etc.); "se un ritrovato generalmente adottato possa essere da alcuni rigettato"; "se convenga adottarlo per gli Stati Pontifici" per i bisogni dei commerci e come collegamento fra i due mari, unendo con una ferrovia Ancona con Civitavecchia, sull'es. della austriaca Ferdinandea e della Napoli-Barletta decretata dai Borboni. Passa poi ad esaminare i modi più vantaggiosi di utilizzo delle strade ferrate (ordinamento delle linee, modalità della spesa, della gestione, della manutenzione, dei mezzi e condizioni per finanziarle). Conclude infine con una lode a Pio IX che, diversamente da Gregorio XVI (morto nel 1846), notoriamente contrario all'introduzione delle strade ferrate nei suoi stati, appena elevato alla suprema dignità", si occupò subito della grande impresa deputando una apposita commissione che si occupasse della materia onde "il suo Stato possa godere del nuovo ritrovato nel modo che meglio ne garantisca i maggiori e più durevoli vantaggi". …

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    Roma, s.n.t., 1814. In-8° (21 x 14), pp. (4)+175, in apertura ritratto di Papa Pio VII inc. su rame in ovale. Brossura dell'epoca in carta decorarta. (12248) Versione italiana di questa fitta raccolta delle corrispondenze intrattenuta dai diplomatici e dalle autorità francesi con la Corte di Roma nel 1808-10 ( col cardinale Pacca in particolare), con l'occupazione degli Stati Pontifici da parte del generale Miolis, e poi della stessa città di Roma. Infine la corrispondenza relativa all'esilio del Papa Pio VII a Savona , a cui seguì il difficile quadriennio vissuto prima del suo rientro in Roma. Non sono riportate invece. come annunziato nel frontespizio, le notizie sul viaggio effettuato nel 1814.…

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    Paris, Saintmichel et Egron, 1814. In-8° picc. (19 x 12), pp. (4)+176, con 1 ritratto in ovale di Pio VII inc. su rame in apertura. Leg. m. pelle ep., tit. e filetti in oro al dorso. Testo un po' brunito, ma buon es. (12249) Fitta trascrizione dello scambio di missive tra la S. Sede (soprattutto firmate dai cardinali Casoni, Gabrielli, Doria Pamphili, Pacca ed altri) e i rappresentanti diplomatici della Francia napoleonica(l'ambasciatore Alquier e il gen. Miollis), relativi all'occupazione degli Stati Pontifici e di Roma, con il successivo esilio e trasferimento a Savona di Papa Pio VII nel 1810, e i decreti di scomunica da lui emanati. La documentazione poté essre pubblicata soltanto dopo la caduta di Napoleone.…

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    Paris, Saintmichel et Egron, 1814. In-8° picc. (19 x 12), pp. (4)+176, con 1 ritratto in ovale di Pio VII inc. su rame in apertura. Leg. m. pelle ep., tit. e filetti in oro al dorso. Testo un po' brunito, ma buon es. (12249) Fitta trascrizione dello scambio di missive tra la S. Sede (soprattutto firmate dai cardinali Casoni, Gabrielli, Doria Pamphili, Pacca ed altri) e i rappresentanti diplomatici della Francia napoleonica(l'ambasciatore Alquier e il gen. Miollis), relativi all'occupazione degli Stati Pontifici e di Roma, con il successivo esilio e trasferimento a Savona di Papa Pio VII nel 1810, e i decreti di scomunica da lui emanati. La documentazione poté essre pubblicata soltanto dopo la caduta di Napoleone.…

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    Roma, G. Aureli, 1865. 2 voll. in-f° oblungo (33 x 44) di pp. (10) con un ritratto fotografico di Pio IX in ovale in apertura e 112 tavv. + 1 tavola fuori numerazione (in totale 113) incise su rame all'acquatinta in bistro; pp. (8) e 112 tavv. numerate da 113 a 225. Ogni tavola con 1 o 2 fogli di testo descrittivo a stampa. Legatura coeva in mezza pelle con titoli e fregi in oro al dorso; borchie in ottone agli angoli e al centro dei piatti. Qualche fioritura e piccole riparazioni marginali ad alcune tavole del 1° volume, alcune macchie ai piatti della legatura, ma ottimo e fresco eesemplare nel complesso. (12764) Poderosa e non comune raccolta, a cura di P. Cacchiatelli e G. Cleter, difficile a trovarsi completa di tutte le tavole, raffigurante le principali opere realizzate nel campo dell'architettura civile e religiosa sotto il pontificato di Pio IX a Roma, nel Lazio, nelle Marche ed in altre località degli Stati Pontifici: scavi archeologici, restauri di monumenti civili e religiosi, opere d'arte, edifici pubblici, opifici e manifatture, ponti, strade ferrate, istituti di istruzione, osservatori astronomici, chiese e templi, ospedali, caserme; uffici postali, etc. etc. Particolarmente rilevanti, tra gli altri, gli interventi di restauro e di recupero di edifizi monumentali, tra cui la costruzione di strade e di linee ferroviarie, tra cui la Roma-Civitavecchia, realizzata dalla Società spagnola di Debrousse e Houdry, la stessa che ottenne poi anche l'appalto della linea da Roma a Bologna (di cui la Roma-Civitavecchia, di 73 km., costituiva quasi la prima sezione), i cui lavori iniziarono agli inizi di Ottobre del 1856 e terminarono 3 anni più tardi, nel marzo del 1859. La linea - che rientrava nel più ambizioso progetto approvato nel 1846 della costruzione di collegamenti ferroviari tra Roma e Bologna (la Pio Centrale) e da Roma al confine napoletano presso Ceprano, nel punto denominato l'Isoletta (la Pio-Latina), il cui primo tratto, fino a Frascati, fu aperto il 7.7.56, e poi completata nel 1864 - venne inaugurata il 22 marzo del '59, con il trasporto di 240 viaggiatori (principalmente pescatori) che partiti da Civitavecchia alle 6.30 del mattino arrivarono a Roma 3 ore più tardi, alle 9.30. Interessanti le 4 tavole, ciascuna preceduta nel foglio a fronte da un dettaglaito resoconto delle vicende che le precedettero (progetti, appalti, costruzione etc.) Esse sono:a pag. 116: Stazione a Porta Portese della Ferrovia di Civitavecchiaa pag. 117: Stazione di Porta Maggiorea pag. 119: Stazione della Ferrovia Civitavecchiaa pag. 120: Nuovo ponte di ferro sul Teverenella linea di Civitavecchia (lungo 200 mt. e largo 8)Olschki, Choix, n. 18040 (cita 50 fascicoli con sole 100 tavv.): "Cette collection donne une image fidèle de Rome à cette époque". Kissner Collection Sale, n. 612 (con sole 150 tavv.).…