Torino 1882 (14 risultati)

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  • Editore: Milano, All'insegna del pesce d'oro, Serie illustrata, Milano, 1944

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    paperback. Condizione: Very Good. Testo di Mario Carletti. 12 tavole in nero Volume n. 24 della collana"Serie illustrata". 32mo. pp. 32 non numerate. . Molto buono (Very Good). . Prima edizione di 500 esemplari numerati (First edition of 500 numbered copies). . Prima edizione di 500 esemplari numerati (First edition of 500 numbered copies). Book.…

  • Editore: Roma, Edizione a cura dell'Ente,, 1954

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    Brossura. Condizione: Molto buono (Very Good). Catalogo della mostra tenutasi presso la Calcografia Nazionale, Roma, febbraio, 1954. Testo di Carlo Alberto Petrucci. Alcune illustrazioni in bianco e nero (opere di Antonio Fontanesi, Giberto Borromeo, Ernesto Rayper, Celestino Turletti). Bibliografia e Catalogo delle opere esposte Composto e impresso nell'Istituto Statale d'Arte per la decorazione e illustrazione del libro  in Urbino. 8vo (cm 25x17). pp. 40. . Molto buono (Very Good). Data e città scritta a penna sulla copertina. Copertine fiorite e titolo scritto sul dorso (Date and city written in pen on the cover; yellowing of the covers; title written in pen along spine). Edizione originale di 350 esemplari. . Book.…

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    Editore: Milano, Mondadori,, 1933

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    Rilegato tela (cloth). Condizione: Molto buono (Very Good). Testo di Marziano Bernardi. Con 60 tavole in bianco e nero, 4 tricromie, 20 disegni, un ritratto e un autografo . 8vo. pp. 100 + tavole. . Molto buono (Very Good). Una scritta all'occhiello. Manca la seconda pagina. Rilegatura non editoriale (Notes on the first blank page. The second page is missing. Rebound). Prima edizione (First Edition). . Book.…

  • Editore: Milano, Mondadori,, 1933

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    Brossura. Condizione: Molto buono (Very Good). Testo di Marziano Bernardi. 60 tavole in nero, 4 tricromie, 20 disegni, un ritratto e un autografo . 8vo. pp. 100 + tavole. . Molto buono (Very Good). . Prima edizione (First Edition). . Book.

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    Editore: Stamperia Reale della ditta G. B. Paravia e Comp. di i. Vigliardi, Torino, 1880

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    Da: Libreria antiquaria Dedalo M. Bosio, Torino, TO, ItaliaLibreria antiquaria Dedalo M. Bosio

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    Brossura editoriale a stampa, in ottavo cm 23.5 x 16, pp 51 (3), all'antiporta tavola con Spaccato dimostrativo dei Terreni esistenti presso i Fontanili di Rivalta. Non presente in questo esemplare, che non pare tuttavia manomesso, la carta geografica ripiegata segnalata in ICCU. Manca la carta geografica (non ci sono segni di strappi o manomissione, probabilmente omessa all'origine).…

  • Editore: Pavia, ,, Pavia, 1952

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    Da: Studio Bibliografico Marini, ROMA, RM, ItaliaStudio Bibliografico Marini

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    loose_leaf. Condizione: Fine. Lettera indirizzata a Giovanni Getto, datata Pavia, 17. 3. '52. Nella lettera si parla del trasferimento di pubblicazioni e di una riunione a Roma, probabilmente in relazione ad un concorso: a cattedra universitaria o altro dal momento che Getto era già salito in Cattedra a Torino nel 1948. Lettera scritta su cartolina postale (cm 10,5 x 14,7) affrancata e timbrata. . . . Ottimo (Fine). . . . Luigi Fassò (Borgosesia, 1882 - Torino, 1963) è stato un critico letterario e accademico italiano. I suoi interessi principali sono rivolti alla letteratura classica italiana, Dante, Boccaccio, Tasso Galileo, Tassoni, Alfieri, Foscolo. Si occupò anche delle fortune di Walter Scott in Italia Giovanni Getto (Ivrea, 1913 ? Bruino, 2002) è stato un critico letterario e accademico italiano. Fu condirettore della rivista Lettere italiane e della Rivista di storia e letteratura religiosa. La sua attività critica fu rivolta principalmente a Dante, Tasso, Manzoni, alla letteratura religiosa e ad autori del Novecento, quali Palazzeschi e Montale. Book.…

  • Editore: Istituto grafico Bertello, Borgo S. Dalmazzo, 1921

    Da: Libreria Le Colonne, TORINO, TO, ItaliaLibreria Le Colonne

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    In-8° (cm. 23,2), pp. 31. Broiss. edit. con 2 vistosi aloni in cop., ottimo l'rno. SOLERI, politico e ufficiale degli Alpini; con Giolitti, Croce e Einaudi, il quarto grande liberale italiano del Novecento, nel 1912 sindaco di Cuneo, fautore della nuova stazione ferroviaria sull'altipiano e del grandioso viadotto all'ingresso della città, deputato dal 1913, interventista; Nel 1921, nel governo Bonomi, ministro delle Finanze e nel 1922, nel secondo governo Facta, ministro della guerra, il più giovane tra i ministri, scrisse nell'ottobre del 1922, la proclamazione dello stato d'assedio che avrebbe permesso di bloccare i fascisti nella marcia su Roma, ma il Re sciaguratamente non lo firmò, anzi chiamò Mussolini a formare il nuovo governo. Né aventiniano, né fascista, si ritirò. Nel 1944 ministro del Tesoro di Bonomi poi di Parri, europeista con Einaudi . Raro discorso liberale, alla vigilia del Fascismo; censito in 4 bibl.…

  • Editore: Rotocalco Donaggio, Torino, 1949

    Da: Libreria Le Colonne, TORINO, TO, ItaliaLibreria Le Colonne

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    In-4° (cm. 35,9x27,3), pp. 20 + 100 TAVOLE con le celeberrime vedute FOTOGRAFICHE ottenute mediante un procedimento fotografico "virtuosistico" ritenuto più efficace della "fedelissima resa obbiettiva" per "facilitare la comprensione del linguaggio delle cose mute e pur tanto eloquenti, se viste con intelletto d'amore" con un effetto granuloso a raggrumare luci e ombre. "Non c'è città in cui il sole 'dipinga' come a Roma". Tela rustica e oro edit. con la lupa impressa a secco al piatto. Ombre da polvere ai piatti. PERETTI GRIVA magistrato torinese, antifascista, fotografo speciale con l'artistica tecnica del bromolio-trasferto con resa di visioni nevoso-granulose. Membro dello storico Gruppo Piemontese per la Fotografia Artistica, tra i più quotati in Italia, conseguì fama mondiale presso l"Annual Photography grazie a num. esposiz. internazionali.…

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  • Editore: DAY AND SON, LONDON, 1853

    Da: Il Cartiglio di Roberto Cena srlu, TORINO, TO, ItaliaIl Cartiglio di Roberto Cena srlu

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    Stampa litografica originale impressa a più colori su cartoncino. Al bordo inferiore, a sinistra e a destra, dati tipografici degli autori, al centro il titolo. La bella veduta raffigura la città di Asti con in primo piano la stazione ferroviaria e animazione di personaggi che attraversano il ponte che introduce in città chi proviene da Acqui. La raffigurazione è minuziosa quanto scenografica, spiccano le belle torri di Asti quali qulla di San Bernardino, al centro, quella quadrata e tronca dei Guttuari e, a destra, quella detta dell`Orologio. La tavola fu litografata da Edmund Walker da un dipinto del celebre pittore Carlo Bossoli e provienie da una rarissimo quanto importante album di 16 litografie non numerate, finemente eseguite alla matita, impresse in nero, azzurro, verde e ocra. Lo splendido volume venne commissionato per celebrare l`allestimento della linea ferroviaria Torino-Genova nell`imminenza della sua inaugurazione ufficiale (avvenuta il 20 febbraio 1854 alla presenza dei sovrani sabaudi). La suite documenta i progressi dell`industria e della comunicazione nel Regno di Sardegna. Le magnifiche vedute descrivono il passaggio dei treni attraverso alcune località piemontesi e liguri. Il percorso si snoda da Moncalieri allo Stenevasso, da Asti a Felizzano, per toccare Alessandria, Valenza, Novi, Serravalle e altre località della Valle Scrivia, la Galleria dei Giovi, il Viadotto sul fiume Ricca e San Pier d`Arena. Chiude la serie l`immagine del treno che giunge trionfalmente a Genova, tra i palazzi del centro storico. Le tavole sono caratterizzate da un tono spettacolare, tipico del paesaggismo romantico: le descrizioni topografiche sono animate, talora, da speciali effetti atmosferici (quali un tramonto o una tempesta); varie figurine umane in costumi locali, talora in barca o in carrozza, sono accostate ai treni in corsa. Analogamente, la rappresentazione delle moderne strutture d`ingegneria, quali ponti su fiumi, viadotti e gallerie, fu sempre inserita in un contesto vedutistico accattivante. Le meravigliose vedute vennero commissionate a Carlo Bossoli, pittore ticinese di nascita ma torinese di adozione. Verso il 1820 la sua famiglia emigrò a Odessa. Autodidatta, dipinse paesaggi e panorami; realizzò alcune suggestive vedute di Lugano. Su raccomandazione della principessa Voroncova nel 1839-40 compì il primo viaggio in Italia; al rientro a Odessa accompagnò la principessa in Crimea. Nel 1843 si stabilì a Milano, dopo aver visitato Costantinopoli, Malta, l`Italia meridionale e Genova. Nel 1851-52 intraprese altri viaggi in Europa e in Marocco. Nel 1853 si trasferì a Torino, dove nel 1851 aveva già eseguito la serie di vedute della linea ferroviaria Torino-Genova. La pubblicazione sotto forma di litografie \"Illustrazioni di Crimea, 1856\" dei paesaggi di Crimea dipinti nel 1855, durante la guerra, gli valse successivi incarichi della regina Vittoria e dell`imperatrice Eugenia. Nel 1859 e nel 1860-61 partecipò alle campagne risorgimentali d`Italia, documentando le scene di battaglia per incarico del Times e del principe Eugenio di Savoia-Carignano, che nel 1862 lo nominò \"pittore reale di storia\". Esemplare in eccellente stato conservativo, sporadiche quanto usuali fioriture.…

    • Arte / Stampa / Poster

    Da: Il Bulino Antiche Stampe srl, Milano, MI, ItaliaIl Bulino Antiche Stampe srl

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    senza rilegatura. Condizione: ottimo. Disegno a matita misure: mm 208 × 149 Pittore e incisore italiano. Si forma presso la scuola comunale di Belle arti di Reggio Emilia sotto la guida del professore Prospero Minghetti, che lo spinse a specializzarsi in scenografie, decorazioni e nella pittura ad affresco. Nel 1874 si trasferisce a Torino alla ricerca di un clima più aperto rispetto a quello della sua città natale, ma si arruola come volontario e prende parte alla I guerra d'Indipendenza. Per fuggire dalla crudeltà della guerra si rifugia prima a Lugano e poi a Ginevra fino al 1865.  In questo clima decisamente più sereno l'artista da sfogo alla sua creatività ed entra in contatto con alcuni pittori svizzeri che lo indirizzano verso la pittura di paesaggio e lo invitano ad aprirsi alle novità europee. Molto importanti e significativi sono, da questo punto di vista, i viaggi a Parigi, qui conosce Corot e i pittori della Scuola di Barbizon, e a Londra dove osserva e studia le opere di Turner e di Constable e vi si stabilisce dal 1866. Il suo stile, caratterizzato da un segno nervoso e tormentato, fa si che nei quadri troviamo una forte capacità evocativa, malinconica e romantica. Egli studia la realtà naturale per cercare un motivo più profondo e per ritrovare i sentimenti dell'animo umano. Come in pittura anche nei disegni e soprattutto nelle acqueforti egli ricerca i valori atmosferici attraverso sintetici contrasti chiaroscurali. Trattasi del disegno preparatorio per il clichè-verre facente parte dell'album "Sketches of London by A. Fontanesi", costituito da undici tavole comprese il frontespizio e pubblicato nel 1866. Il disegno è completamente ripassato a stecco per il trasporto su lastra. In alto a destra iscrizioni autografe non decifrate. Sul verso dell'opera "Fontanesi / detto da Calderini". Marco Calderini fu pittore, tra i più fedeli seguaci del maestro nonché suo biografo e grandissimo esperto dell'arte del pittore ferrarese. Buono stato di conservazione eccetto leggero foxing. Opera applicata a cartoncino sulla sola parte superiore. Sul supporto è presente l'iscrizione "Disegno di Antonio Fontanesi, Londra, 1866. / Studio per l'eliografia posseduta dal Museo Civico di / Torino e riprodotta in Marziano Bernardi, A. Fontanesi, Torino, 1932, Tav. 41". Bibliografia: Angelo Dragone (a cura di), Antonio Fontanesi, l'Opera Grafica, 1980, n.109; Bernardi, tav.41.…

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    senza rilegatura. Condizione: ottimo. Acquaforte misure: mm 128 x 214 Pittore e incisore italiano. Si forma presso la scuola comunale di Belle arti di Reggio Emilia sotto la guida del professore Prospero Minghetti, che lo spinse a specializzarsi in scenografie, decorazioni e nella pittura ad affresco. Nel 1874 si trasferisce a Torino alla ricerca di un clima più aperto rispetto a quello della sua città natale, ma si arruola come volontario e prende parte alla I guerra d'Indipendenza. Per fuggire dalla crudeltà della guerra si rifugia prima a Lugano e poi a Ginevra fino al 1865.  In questo clima decisamente più sereno l'artista da sfogo alla sua creatività ed entra in contatto con alcuni pittori svizzeri che lo indirizzano verso la pittura di paesaggio e lo invitano ad aprirsi alle novità europee. Molto importanti e significativi sono, da questo punto di vista, i viaggi a Parigi, qui conosce Corot e i pittori della Scuola di Barbizon, e a Londra dove osserva e studia le opere di Turner e di Constable e vi si stabilisce dal 1866. Il suo stile, caratterizzato da un segno nervoso e tormentato, fa si che nei quadri troviamo una forte capacità evocativa, malinconica e romantica. Egli studia la realtà naturale per cercare un motivo più profondo e per ritrovare i sentimenti dell'animo umano. Come in pittura anche nei disegni e soprattutto nelle acqueforti egli ricerca i valori atmosferici attraverso sintetici contrasti chiaroscurali. Nell'opera viene rappresentata una mucca di profilo molto probabilmente all'interno di una stalla. Lo sfondo è scandito da due zone una bianca a destra sulla quale si staglia il profilo dell animale e una scura a sinistra il cui tratto si confonde con i contorni della mucca. Impressione eccellente dal tratto deciso su fondino di carta cina applicata a carta bianca porosa. Forte inchiostrazione che fa emergere l'animale dallo sfondo. Ottimo stato di conservazione eccetto minime tracce di foxing visibili nei margini bianchi e una minima mancanza alla carta nell angolo superiore destro. Ampi margini. Esemplare in prova di lavoro che definisce un nuovo stato intermedio tra il II e il III, con le ombreggiature sull animale e sullo sfondo ma prima dei rinforzi a puntasecca in primo piano, del tratteggio obliquo nell angolo superiore sinistro e sulle zone bianche dell animale. In lastra in alto a sinistra monogramma A. F. a rovescio. A matita nel margine inferiore la scritta autografa: "manca il finito! ma pure vi è qualche cosa". Nel recto timbro Collezione Alianello. Bibliografia: Angelo Dragone (a cura di), Antonio Fontanesi, l'Opera Grafica, 1980, n. 56.…

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    senza rilegatura. Condizione: ottimo. Acquaforte misure: mm 102 x 77 Pittore e incisore italiano. Si forma presso la scuola comunale di Belle arti di Reggio Emilia sotto la guida del professore Prospero Minghetti, che lo spinse a specializzarsi in scenografie, decorazioni e nella pittura ad affresco. Nel 1874 si trasferisce a Torino alla ricerca di un clima più aperto rispetto a quello della sua città natale, ma si arruola come volontario e prende parte alla I guerra d'Indipendenza. Per fuggire dalla crudeltà della guerra si rifugia prima a Lugano e poi a Ginevra fino al 1865.  In questo clima decisamente più sereno l'artista da sfogo alla sua creatività ed entra in contatto con alcuni pittori svizzeri che lo indirizzano verso la pittura di paesaggio e lo invitano ad aprirsi alle novità europee. Molto importanti e significativi sono, da questo punto di vista, i viaggi a Parigi, qui conosce Corot e i pittori della Scuola di Barbizon, e a Londra dove osserva e studia le opere di Turner e di Constable e vi si stabilisce dal 1866. Il suo stile, caratterizzato da un segno nervoso e tormentato, fa si che nei quadri troviamo una forte capacità evocativa, malinconica e romantica. Egli studia la realtà naturale per cercare un motivo più profondo e per ritrovare i sentimenti dell'animo umano. Come in pittura anche nei disegni e soprattutto nelle acqueforti egli ricerca i valori atmosferici attraverso sintetici contrasti chiaroscurali. Nell'opera vengono rappresentati due lancieri su un ponte in un paesaggio fluviale, a destra parzialmente nascosta dalla folta vegetazione una torre circolare. Impressione eccellente su carta bianca spessa con doppia battuta di inquadramento. Neri intensi e tratto netto con effetto di tono su tutto lo sfondo che definisce ulteriormente le luci della composizione. Forte inchiostrazione che privilegia il paesaggio lasciando lo sfondo appena accennato. Ampi margini oltre la battuta del rame. Ottimo stato di conservazione. Stato II/III con aggiunta dell'alberello nel cespuglio a sinistra e del tratteggio nell'ansa del fiume. Bibliografia: Angelo Dragone (a cura di), Antonio Fontanesi, l'Opera Grafica, 1980, n. 65.…

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    senza rilegatura. Condizione: ottimo. Acquaforte misure: mm 470 x 555 Nel foglio, mediante intensi contrasti chiaroscurali, viene rappresentata una draga adiacente alla sponda di un fiume e degli uomini a lavoro. I foglio proviene dalla mostra tenuta a Milano nel 1977 presso la Galleria Philippe Daverio. Guido Balsamo Stella/opera grafica e vetraria con uno scritto di Gio Ponti e una testimonianza di Aldo Salvadori. I curatori del catalogo affermano che, benchè non siano mai numerate, in base ai documenti consultati, le tirature son da considerarsi di trenta-quaranta esemplari. Stella "era solito arricchire e trasformare costantemente le proprie lastre, che imprimeva poi di volta in volta in pochissimi esemplari a diversi anni di distanza. Stampava in proprio su un torchio poi lasciato in eredità a Aldo Salvadori e oggi all'Istituto di Belle Arti di Venezia. Tra ex libris e incisioni sciolte sono catalogati 155 soggetti. Monogramma inciso in basso a destra e nel margine inferiore, oltre l'immagine, a matita firma e data. Ottima impressione in inchiostro marrone, ampi margini. Ottimo stato di conservazione. Un esemplare, stampato in nero, è conservato presso il Fondo Nazionale, FN 51111 Bibliografia: R Braungart, Guido B. Stella, in Dekorative Kunst XVIII; 9 Juni 1914; G. Damerini, Artisti veneziani, un maestro dell'acquaforte, Gazzetta di Venezia, 9 ottobre 1919; C Ratta, Acquafortisti italiani, Bologna, I-1926, III-1929; Catalogo Philippe Daverio, Guido Balsamo Stella/opera grafica e vetraria, Milano, Cat 48.…