Firenze 1850 (10 risultati)
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Editore: Torino, UTET, Classici italiani, 1955
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Da: Studio Bibliografico Marini, ROMA, RM, ItaliaStudio Bibliografico Marini
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Aggiungi al carrelloRilegato tela (cloth). Condizione: Molto buono (Very Good). A cura di Zelmira Arici. Con alcune tavole in bianco e nero . 8vo. pp. 622. . Molto buono (Very Good). Pagine lievemente brunite ai margini (Pages slightly browned to edges). . . Book.
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Editore: Firenze, Le Monnier,, Firenze, 1852
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Da: Studio Bibliografico Marini, ROMA, RM, ItaliaStudio Bibliografico Marini
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Aggiungi al carrellohardcover. Condizione: Very Good. Prima edizione (First Edition). . 8vo. pp. XXIV+418. . Molto buono (Very Good). Fioriture diffuse (Yellowing and age spotting). Prima edizione (First Edition). . Book.
Editore: Le Monnier., Firenze., 1859
Da: DARIS SAS, Lucca, LU, ItaliaDARIS SAS
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Aggiungi al carrello2 Voll. In-16°, leg. in bross. edit., pp. (4)480 e (4)460. Edizione originale dell'epistolario del Giusti. Con un facsimile di autografo su tav. ripiegata f. testo. All'occhietto, dedica e firma autografe del curatore, Giovanni Frassi, intimo amico del poeta. Piatti reincollati con velina, dorsi aperti, con alcune mancanze, ed a…ltre tracce d'uso alle brossure. All'interno qualche fioritura sparsa.
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Editore: Salani, Firenze, 1900
Da: Libreria Le Colonne, TORINO, TO, ItaliaLibreria Le Colonne
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Aggiungi al carrelloIn-16° (cm. 18), pp. (1), 232, (3) con RITR. fotografico dell'Autrice in antiporta e figurette / finalini. 33 novelle della brava BACCINI, esordì come insegnante elementare.ma poi cononne Serao, De Amicis, De Gubernatis, pubblicò quasi un centinaio di liibri e moltissimi articoli celandosi all'inizio sotto le sole iniziali o sot…to pseudonimi maschili (Manfredo) diresse "Cordelia" e creò il "Giornale oer nabini", ed. Cappelli.
Monoscritti autografi di posie, appunti, correzione di una bozza del "Saggio di versioni poetiche dal tedesco"
Zardo Antonio (Padova 1850 - Firenze 1943). Critico letterario e traduttore
Da: TABERNA LIBRARIA - ALAI - ILAB, Pistoia, PT, ItaliaTABERNA LIBRARIA - ALAI - ILAB
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Aggiungi al carrelloCirca 30 foglietti in piccoli formato fino a un massimo di cm. 22x17. Interessante raccolta da studio.
Editore: 1830 circa, 1830
Da: TABERNA LIBRARIA - ALAI - ILAB, Pistoia, PT, ItaliaTABERNA LIBRARIA - ALAI - ILAB
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Aggiungi al carrelloAcquaforte mm. 450x725 relativi alla parte incisa, ampi marg. bianchi con didascalie "Luigi Sabatelli dipinse, e incise all'Acqua-forte - Il dipinto esiste nella Galleria dell'Ill.mo Sig. Marchese Gino Capponi". Tiratura antelitteram, prima della scritta in basso "Voi sonerete le vostre trombe noi soneremo le nostre campane". In…cisione eseguita dopo l'acquisto del dipinto da parte del marchese nel 1929. Fiorit. ai margini , qualche piccola gora, interventi di restauro al marg. bianco sup. con lieve coinvolgimento della parte incisa. Fioriture al verso. Esemplare a pieni margini, raro in questo stato avanti lettera.
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Da: Libreria Oreste Gozzini snc, Firenze, FI, ItaliaLibreria Oreste Gozzini snc
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Aggiungi al carrellosenza rilegatura. Condizione: in ottime condizioni. Acquaforte miisure: mm 656 x 455 Pittore e incisore italiano si appassionò precocemente all'arte del disegno e a soli otto anni intraprese gli studi artistici grazie al mecenatismo del marchese Pier Roberto Capponi, nel cui palazzo il padre lavorava come cuoco. Nel 1784 si form…ò presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze grazie agli insegnamenti di Santi Pacini professore di disegno e quelli di Pietro Pedroni professore di pittura, maturò uno stile neoclassico che gli procurò l'appellativo di Guercino, poiché i suoi disegni erano improntati a quelli dell'antico maestro barocco. Nel 1788 si trasferì a Roma dove strinse amicizia con il Cavaliere Tommaso Puccini il quale divenne suo mecenate e con l'incisore Damiano Pernati che lo mise in contatto con altri artisti quali per esempio Angelica Kauffmann, Canova, Raffaello Morghen, Gaspare Landi, Vincenzo Camuccini, Felice Giani e Giuseppe Bossi; frequentò l'Accademia de'Pensieri e si confrontò con i migliori artisti stranieri allora presenti nella città papalina quali Antoine-Jean Gros, François-Xavier Fabre, Jean-Baptiste Wicar. Tra il 1794 e il 1795 è a Venezia per assimilare il "colorito veneziano"; con l'arrivo dei francesi torna a Firenze, ormai famoso e nonostante le numerose commissioni nel 1799 viene nominato Professore presso l'Accademia fiorentina. Egli fu anche un abile affrescatore per ville e palazzi fiorentini (come la Sala dell'Olimpo a Palazzo Pitti), nonché per molte chiese (Santa Maria Novella a Firenze e il duomo di Arezzo). Contemporaneamente intensificò la produzione grafica garze alla quale ottenne una fama consolidata tanto da essere tutt'oggi ricercato: raffinati disegni di ritratto si affiancano a poche ma originali incisioni (Via crucis, La peste di Firenze, sei variazioni sul tema dell'Apocalisse, vari soggetti danteschi). Nel 1808 rinunciando all'incarico presso l'Accademia di Venezia assume la cattedra di Giuliano Traballesi presso l'Accademia di Brera a Milano. A Milano esegue la famosa serie di sei incisioni visionarie sull'Apocalisse. Continuò a lavorare in Firenze per il Granduca assistito anche dai suoi numerosi figli a partire dal 1820. Questa stampa fa parte della serie delle sei Visioni dell'Apocalisse di San Giovanni. Su un turbinio di nubi, cariche e gonfie realizzate abilmente grazie a contrasti chiaroscurali, vediamo Gesù Cristo; è avvolto in una tunica minuziosamente descritta che scende morbida sul suo corpo, ha lo sguardo severo, gli occhi sono fissi, la bocca è chiusa, la fronte corrugata. Capelli mossi sono retti da una corona e sono mossi dal vento. Nella mano destra impugna una falce e in questa posa è pronto a giudicare, a porre fine alle vite degli uomini. In basso sulla destra vediamo la figura di un angelo che cerca di dialogare con il Signore e con la mano sinistra gli indica, il paesaggio sottostante caratterizzato da catene montuose, due alberi dalle copiose fronde e delle imbarcazioni che solcano un fiume, sineddoche del Mondo e dei suoi abitanti. Questa tavola illustra il capitolo XIV dell'Apocalisse «Temete Dio e dategli gloria, perché è giunta l'ora del suo giudizio. Adorate colui che ha fatto il cielo e la terra, il mare e le sorgenti delle acque». In basso oltre l'immagine, incisi due righe in latino e la firma "Luigi Sabatelli inv. ed inc. in Milano". Impressione eccellente, dai neri intensi su carta non vergata Ottimo stato di conservazione, eccetto un piccolo restauro in basso al centro oltre la lastra. Ampi margini oltre la battuta del rame. Un altro esemplare è presente nella raccolta Davoli di Reggio Emilia (Davoli 30846 ). Bibliografia: A. De Witt, L. S. incisore, in Emporium, LXXXV (1937), 505, pp. 26-34; B. Paolozzi Strozzi, L. S. (1772-1850). Disegni e incisioni (catal.), Firenze 1978.
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Lingua: Italiano
Da: Il Bulino Antiche Stampe srl, Milano, MI, ItaliaIl Bulino Antiche Stampe srl
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EUR 30,00 spedizioneSpedito da Italia a U.S.A.Quantità: 1 disponibili
Aggiungi al carrellosenza rilegatura. Condizione: in ottime condizioni. Acquaforte misure: mm 638 x 458 Pittore e incisore italiano si appassionò precocemente all'arte del disegno e a soli otto anni intraprese gli studi artistici grazie al mecenatismo del marchese Pier Roberto Capponi, nel cui palazzo il padre lavorava come cuoco. Nel 1784 si formò… presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze grazie agli insegnamenti di Santi Pacini professore di disegno e quelli di Pietro Pedroni professore di pittura, maturò uno stile neoclassico che gli procurò l'appellativo di Guercino, poiché i suoi disegni erano improntati a quelli dell'antico maestro barocco. Nel 1788 si trasferì a Roma dove strinse amicizia con il Cavaliere Tommaso Puccini il quale divenne suo mecenate e con l'incisore Damiano Pernati che lo mise in contatto con altri artisti quali per esempio Angelica Kauffmann, Canova, Raffaello Morghen, Gaspare Landi, Vincenzo Camuccini, Felice Giani e Giuseppe Bossi; frequentò l'Accademia de'Pensieri e si confrontò con i migliori artisti stranieri allora presenti nella città papalina quali Antoine-Jean Gros, François-Xavier Fabre, Jean-Baptiste Wicar. Tra il 1794 e il 1795 è a Venezia per assimilare il "colorito veneziano"; con l'arrivo dei francesi torna a Firenze, ormai famoso e nonostante le numerose commissioni nel 1799 viene nominato Professore presso l'Accademia fiorentina. Egli fu anche un abile affrescatore per ville e palazzi fiorentini (come la Sala dell'Olimpo a Palazzo Pitti), nonché per molte chiese (Santa Maria Novella a Firenze e il duomo di Arezzo). Contemporaneamente intensificò la produzione grafica garze alla quale ottenne una fama consolidata tanto da essere tutt'oggi ricercato: raffinati disegni di ritratto si affiancano a poche ma originali incisioni (Via crucis, La peste di Firenze, sei variazioni sul tema dell'Apocalisse, vari soggetti danteschi). Nel 1808 rinunciando all'incarico presso l'Accademia di Venezia assume la cattedra di Giuliano Traballesi presso l'Accademia di Brera a Milano. A Milano esegue la famosa serie di sei incisioni visionarie sull'Apocalisse. Continuò a lavorare in Firenze per il Granduca assistito anche dai suoi numerosi figli a partire dal 1820. Questa stampa fa parte della serie delle sei Visioni dell'Apocalisse di San Giovanni. Viene rappresentato davanti ad una grande sfera che irradia raggi solari Cristo in posizione eretta, leggermente girato verso destra. Egli poggia i suoi piedi nudi su un turbinio di nubi, ha il corpo avvolto in una tunica riccamente decorata e panneggiata mediante contrasti chiaroscurali. Il volto è severo, reso morbido solo dai lunghi capelli che scendono sulle spalle, ha gli occhi aperti, che fissano il personaggio inginocchiato in basso a sinistra e in bocca afferra tra i denti una piccola spada. Con la mano sinistra indica un punto in lontananza mentre nella destra troviamo sette stelle (gli angeli delle sette Chiese) e affiancano la sua maestosa figura sette candelabri (le sette Chiese). In basso sulla sinistra, inginocchiato e spaventato tanto da proteggere il volto alzando entrambe le braccia vediamo San Giovanni che cerca di capire il messaggio inviatogli. Questa tavola rappresenta il capitolo I dell'Apocalisse. In basso oltre l'immagine, incisi due righe in latino e la firma "Luigi Sabatelli inv. ed inc. in Milano". Impressione eccellente, dalla forte inchiostrazione su carta non vergata Ottimo stato di conservazione. Ampi margini oltre la battuta del rame. Un altro esemplare è presente nella raccolta Davoli di Reggio Emilia (Davoli 30851 ). Bibliografia: A. De Witt, L. S. incisore, in Emporium, LXXXV (1937), 505, pp. 26-34; B. Paolozzi Strozzi, L. S. (1772-1850). Disegni e incisioni (catal.), Firenze 1978.
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Lingua: Italiano
Da: Il Bulino Antiche Stampe srl, Milano, MI, ItaliaIl Bulino Antiche Stampe srl
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EUR 750,00
EUR 30,00 spedizioneSpedito da Italia a U.S.A.Quantità: 1 disponibili
Aggiungi al carrellosenza rilegatura. Condizione: in ottime condizioni. Acquaforte misure: mm 640 x 460 Pittore e incisore italiano si appassionò precocemente all'arte del disegno e a soli otto anni intraprese gli studi artistici grazie al mecenatismo del marchese Pier Roberto Capponi, nel cui palazzo il padre lavorava come cuoco. Nel 1784 si formò… presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze grazie agli insegnamenti di Santi Pacini professore di disegno e quelli di Pietro Pedroni professore di pittura, maturò uno stile neoclassico che gli procurò l'appellativo di Guercino, poiché i suoi disegni erano improntati a quelli dell'antico maestro barocco. Nel 1788 si trasferì a Roma dove strinse amicizia con il Cavaliere Tommaso Puccini il quale divenne suo mecenate e con l'incisore Damiano Pernati che lo mise in contatto con altri artisti quali per esempio Angelica Kauffmann, Canova, Raffaello Morghen, Gaspare Landi, Vincenzo Camuccini, Felice Giani e Giuseppe Bossi; frequentò l'Accademia de'Pensieri e si confrontò con i migliori artisti stranieri allora presenti nella città papalina quali Antoine-Jean Gros, François-Xavier Fabre, Jean-Baptiste Wicar. Tra il 1794 e il 1795 è a Venezia per assimilare il "colorito veneziano"; con l'arrivo dei francesi torna a Firenze, ormai famoso e nonostante le numerose commissioni nel 1799 viene nominato Professore presso l'Accademia fiorentina. Egli fu anche un abile affrescatore per ville e palazzi fiorentini (come la Sala dell'Olimpo a Palazzo Pitti), nonché per molte chiese (Santa Maria Novella a Firenze e il duomo di Arezzo). Contemporaneamente intensificò la produzione grafica garze alla quale ottenne una fama consolidata tanto da essere tutt'oggi ricercato: raffinati disegni di ritratto si affiancano a poche ma originali incisioni (Via crucis, La peste di Firenze, sei variazioni sul tema dell'Apocalisse, vari soggetti danteschi). Nel 1808 rinunciando all'incarico presso l'Accademia di Venezia assume la cattedra di Giuliano Traballesi presso l'Accademia di Brera a Milano. A Milano esegue la famosa serie di sei incisioni visionarie sull'Apocalisse. Continuò a lavorare in Firenze per il Granduca assistito anche dai suoi numerosi figli a partire dal 1820. Questa stampa fa parte della serie delle sei Visioni dell'Apocalisse di San Giovanni. Seduto al centro della composizione, su di un trono riccamente decorato, viene rappresentato Dio Padre; ha lunghi capelli e una lunga barba che incorniciano il volto, lo sguardo è fisso, austero e si rivolge direttamente allo spettatore. Una mano è piegata sulla gamba destra mentre l'altra caratterizzata da dita affusolate, poggia su di un libro, è avvolto in una tunica minuziosamente descritta e drappeggiata, inoltre la sua posa conferisce solennità alla scena. Intorno a lui, descritti mediante forti giochi chiaroscurali, si dispongono animali e uomini colti in pose e atteggiamenti differenti ma tutti in adorazione e in preghiera. Questa tavola illustra il capitolo IV dell'Apocalisse. In basso oltre l'immagine, incisi due righe in latino e la firma "Luigi Sabatelli inv. ed inc. in Milano". Impressione eccellente, su carta non vergata. Ottimo stato di conservazione. Ampi margini oltre la battuta del rame. Un altro esemplare è presente nella raccolta Davoli di Reggio Emilia (Davoli 30849). Bibliografia: A. De Witt, L. S. incisore, in Emporium, LXXXV (1937), 505, pp. 26-34; B. Paolozzi Strozzi, L. S. (1772-1850). Disegni e incisioni (catal.), Firenze 1978.






